martedì 13 novembre 2012

Pasta cu’ pisci fuiùtu

©ricetteveg.com


Amici, in questi giorni ho avuto modo di sbirciare in tantissimi dei vostri blog, sperimentando un sacco di buonissime ricette! Sbirciando qui e la, tra i miei assidui appuntamenti di "spionaggio culinario", sono incappata nell'idea davvero carina del Contest "Felici & Curiosi" a cura delle due simpaticissime e, soprattutto, bravissime Felicia e Ravanella, con la straordinaria partecipazione di Marco Bianchi de I magnifici 20.
Si tratta di un contest, ideato per l'uscita del libro "Un anno in cucina con Marco Bianchi", che propone di dare rilievo nelle nostre cucine ai Magnifici 20, ovvero alle venti famiglie di alimenti che non devono mai mancare sulla nostra tavola!

Bene, quale occasione migliore per ripescare una vecchia ricetta del blog, che mi sta tanto a cuore, se non questa? Decido, perciò, di partecipare con un grande cavallo di battaglia della nostra tradizione, della vera tradizione, quella tradizione popolare e povera, di tanti anni fa. Una ricetta che, con abile scatto e picchi d'orgoglio, dovrebbe a ragion veduta tornare su tutte le nostre tavole, superando di gran lunga (e facendogli magiare un po' di sabbia) il noto cugino, ahimè molto ma molto più famoso.
Sì perché quando si tratta di tradizioni, lo sapete, io ci vado a nozze: non a caso sono un toro!
Quindi: un, due, tre... con l'occasione del Contest "Felici & Curiosi" vi ripresento lo spaghetto allo scoglio originale, ovvero la Pasta cu' pisci fuiùtu.

Questa ricetta, che in Italia trova tante varianti quanti sono i paesi di mare, non poteva certo sfuggirmi durante la nostra vita in Sicilia, terra che tra l’altro ha aperto alla nostra penisola proprio l’arrivo della pasta: a Trapani, per esempio, i pescatori preparavano la “Minestra con le pietre”, a Siracusa la “Pasta ‘ro malutempu” (“del cattivo tempo”), a Marettimo, invece, la “Pasta cu’ pisci fuiùtu” (“con il pesce scappato via”). Tutte queste preparazioni avevano un fattore comune… erano preparate con pezzetti di roccia staccata dalla costa marina e sassi ricoperti di alghe ulotricali… E’ proprio questa l'originale e poverissima ricetta da cui derivano i ben poco gentili spaghetti allo scoglio, dove “scoglio” ha ormai perso il suo vero significato letterale. A noi, oggi, il compito di riprendercelo!


Ingredienti
180gr di Bucatini oppure Ziti (in questo caso Bucatini del Pastificio Lucio Garofalo di Gragnano)
2 mazzetti di finocchietto selvatico, (foeniculum vulgare, pianta aromatica perenne ricca di innumerevoli proprietà grazie ai principi attivi che contiene)
2 spicchi di aglio di Vessalico (bio)
1 manciata di alghe scelta, già rinvenute e scottate al vapore
   in questo caso:
Alga Nori Atlantica, Porphyra umbilicalis (vit. A, ferro, Omega3 e betacarotene)
Alga Wakame Atlantica, Undaria pinnatifida (calcio, iodio e proteine)
Alga Kombu Reale, Laminaria saccarina (iodio, potassio, laminarina e alginati)
Alga Spaghetti di Mare, Himanthalia elongata (vit. C, calcio e magnesio)
1 manciata di semi di sesamo
1 presa di aghi di rosmarino tritato (raccolto in balcone) 
olio evo q.b.
sale integrale in fiocchi di Trapani e pepe q.b

Cuocere i Bucatini o gli Ziti, a seconda del formato di pasta preferito, in abbondante acqua leggermente salata. Nel frattempo scottare molto velocemente i finocchietti, sempre in acqua leggermente salata, quindi scolarli, tritarli e conservarne l’acqua di bollitura. Riservare.
A parte, in una larga padella dal fondo spesso, soffriggere delicatamente il trito d'aglio di Vessalico in un filo di olio evo, quindi - a seguire - tostarvi i semi di sesamo.
A questo punto aggiungere in padella le alghe, fatte rinvenire in precedenza in un poco di acqua tiepida e scottate al vapore per circa un quarto d'ora, tritandole finemente al coltello. Lasciar rosolare con cura. Unire ora anche il finocchietto tritato al coltello ed il rosmarino.
Mescolare per qualche minuto a fiamma molto vivace, lasciando che tutto rosoli e prenda calore, aggiungere quindi un altro mestolo di acqua di bollitura del finocchietto, lasciando cuocere a fuoco dolce per qualche minuto, almeno finché il fondo prenda corpo e si asciughi leggermente.
Una volta pronta la pasta, scolarla al dente, e saltarla in padella riaccendendo il fuoco a fiamma viva e bagnando, per quanto necessario, con ancora un poco di acqua di cottura del finocchietto.
Servire con un giro di evo a crudo, una lieve spolverata di pepe appena macinato, un pizzico di sale integrale in fiocchi di Trapani e, volendo, con “muddica atturrata” ovvero pane integrale grattato e tostato in un padellino antiaderente senza l'aggiunta di alcunché.


Per i curiosi:
Pasta cu’ pisci fuiùtu, ovvero pasta col pesce scappato, meglio detta, per scritto del 1700 del medico-fisico barese Sebastiano Mola, Pasta cu suche d’u pèscce fesciùte:
“Se vuoi fare sugo di pesce finto prendi un rotolo di conchiglie o di pietre di mare con l’aliga e lo metterai in una cazzarola con cinque caraffe di acqua e farai bollire dolcemente per togliere la schiuma che salirà; quando avrai bene schiumato ci porrai il bianco di un sellero, grani uno di vasinicola, una cipolla pulita, quattro teste di pepe, un rotolo di pomi d’oro, una misurella di olio, aumenterai il fuoco e farai tutto cuocere. Passerai per setazzo. Lo terrai caldissimo. Lesserai un rotolo di vermicelli e li porrai in vassoio con sugo di pesce scappato bollente”.
[cit. Sebastiano Mola, 1700]





Con questa ricetta salata partecipo al contest "Felici & Curiosi"


16 commenti:

  1. Questo piatto è perfetto per provare la alghe che sono a me ancora ignote...e poi i bucatini sono la mia pasta lunga preferita...complimenti

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    1. Ciao Eva! Questo piatto mi piace parecchio perché racconta la nostra storia prima che "lo scoglio" diventasse qualcosa che non è :) Provala, secondo me è davvero fantastica!

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  2. mi piace molto questa pasta e alla prima occasione la propinerò a Maritino con la scusa che ho le voglie da premenopausa e non mi potrà negare un sì buahahahahaha :D

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    1. Brava amica, ihih! E' una ricetta che sa proprio di mare, quando l'ho mangiata ci avevo tritato del prezzemolo fresco: per un attimo pensavo ci fossero delle povere vongole O___o eheh baci :*

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  3. Bellissima, buonissima, perfetta!!!!! ♥

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    1. Grazie Feli!!! E' tutto metico vostro se m'è tornata in mente :*

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  4. Ed io non posso dimenticare questa pasta quando la vidi la prima volta in veganblog :)
    Questa e' vera pasta al pesce scappato!
    Deve avere un sapore unico e vista la semplicità, per altro me l'ero dimenticata, la voglio provare perché è pazzesca!!!!!! ^____^
    E grazie anche per la storia della nascita di questa ricetta e piatto della tradizione!!!!

    Un abbraccio

    Camiria :*

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    1. Amica, per te un bacione: sei sempre troppo troppo troppo carina con me!!! Poi finisco col credere di combinare qualcosa di buono sul serio!!! :D

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  5. le alghe mi mettono ancora in soggezione, però la voglio vincere: intanto le compro poi sperimento partendo da quì; grazie !

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    1. Marta, devi provareeee :D E soprattutto devi dirmi com'è andata :*

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  6. Cami :* Grazie a te che sei sempre un tesoro con me, ti strapazzerei di baci! Devi provarla perché è incredibile: il mare in tavola :) ciauuu!!!

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  7. Che delizia!!! Il pesce scappato, bellissimo, mi ispira tantissimo con tutte le alghe buone buone, brava! ^_^

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    1. Grazie Ale, sei sempre troppo carina con me!! :*

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  8. Avevo letto qualche gg fa e poi non avevo commentato. Non sapevo 'sta cosa degli spaghetti allo scoglio, molto interessante!
    Comunque ho provato (senza finocchietto pero!) ed è venuta molto buona. La prossima volta mi procuro tutti gli ingredienti!

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    1. Ciao!!! Sono felicissima che ti sia piaciuta, che bello!!! :D Vedrai col finocchietto: una poesia! un sorriso!!!

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  9. Non trovo il finocchietto, qui. Cosa posso usare? Grazie

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