giovedì 24 gennaio 2013

Tempeh per due...

©ricetteveg.com


Come sapete, ma anche no, cerco sempre di rimanere appresso a Salutiamoci perché mi piace molto moltissimo l'iniziativa: questo mese sono agli sgoccioli e forse mi perderò il miglio. Ma non è ancora detta l'ultima parola! Con il nuovo anno, poi, si sommano tante altre iniziative che trovo lodevoli e che vorrei non perdermi, ma io sono un diesel e fatico a carburare! Poi, quando comincio, è fatta eh... tutto sta nel cominciare! Così ho pensato, che per la prima battuta, avrei potuto prendere due piccioni con una fava, non certo per farli al forno questo è chiaro!, dedicando questo post a due appuntamenti che vorrei non mancare, anche perché sono a cura di due persone speciali: la Bibi ed Annalisa. Ma andiamo con ordine:


NAMASTE', UNA RACCOLTA PER MEAT ABOLITION WEEK 19-26 GENNAIO 2012 | a cura di Annalisa, ai più conosciuta come Neofrida.
©passatotralemani
Namasté è una mini-raccolta di ricette che vuol sensibilizzare l'opinione pubblica e che vuol dimostrare quanto sia facile e gustoso mangiare senza crudeltà in appoggio alla Settimana mondiale senza carne: dato il nostro presupposto, potevamo mancare di partecipare? No, mai. E' una cosa importante, perché avvicinarsi ad una scelta di consapevolezza e di compassione - a partire anche dalle nostre tavole - significa compiere una tre le scelta migliori per la nostra salute, per l'ambiente, per l'evoluzione etica e spirituale degli individui e per la responsabilità che abbiamo verso tutti gli altri esseri viventi di questa terra. Ecco perché non possiamo mancare di partecipare, perché ci crediamo profondamente.


LA RUBRICA DELLA TAVOLA ROTONDA, UN PENSIERO ED UNA RICETTA AL MESE | a cura di Barbara, ai più conosciuta come Bibi.
©latavolarotonda
La rubrica della Bibi è una bellissima occasione per fermarsi un attimo e riflette, di mese in mese secondo un tema differente. L'idea è molto bella perché ci da l'opportunità di scambiarci opinioni e riflessioni, un po' come se fossimo tutti riuniti in una grande cucina spadellando e chiacchierando tutti insieme, come succede nella realtà della famiglia. Insomma come fossimo una grande famiglia allargata telematica dove ci si può confrontare a suon di forchette, biscotti e pensieri: bellissimo. E poi non avrei potuto di certo mancare il primo appuntamento con un tema così a me caro... il "buonismo", eheheh.

Cominciamo dunque!

Il buonismo.
Il neologismo buonismo è di recentissima introduzione nel vocabolario italiano: è statao inserito nello Zingarelli solo nel 1995 con la definizione di "atteggiamento bonario e tollerante che ripudia i toni aspri del linguaggio politico". 
Questo é il significato originario, ma la lingua si evolve, anche solo in una manciata di decenni, e le cose cambiano: da un punto di vista pragmatico si dice, infatti, che "il contesto in cui una data parola si utilizza, influisce sull'interpretazione del significato, e l'intenzione del parlante ha un ruolo notevole". Cosa significa? Significa che una data parola muta la propria forma e la propria sostanza in funzione dell'utilizzo che se ne fa, in funzione del sistema all'interno del quale è utilizzata ed in funzione del significato di cui è caricata tramite la comunicazione comune. Un esempio molto banale della modificazione della nostra lingua "da dizionario" in favore di quella "parlata" è lo stravolgimento dei congiuntivi, ormai giunti - con mio grande rammarico - alla deriva del lessico. Ma torniamo al dunque, vediamo cosa è il buonismo oggi. 

Secondo il Garzanti: 
Deriv. di buono
Definizione: s. m. nell'uso giornalistico, l'atteggiamento di chi in politica privilegia una condotta di collaborazione piuttosto che di scontro con gli avversari 

Secondo l'Hoepli: 
Deriv. di buono 
Definizione: POLIT, spreg. Che, chi usa e abusa di buonismo, ostentandolo in ogni circostanza | Che, chi fa ostentazione di buoni sentimenti 

Si può notare, dall'evolversi delle definizioni, come questo neologismo abbia perso il suo originario valore, in favore di un significato più ironico e spregiativo. Oggi, infatti, in questa parola ha preso il sopravvento la valenza del "troppo" e, si sa, "quando il troppo è troppo, stroppia", tanto che il buonismo ad oggi è così commentato: esprimere comprensione e disponibilità ad oltranza, è una forma narcisistica della bontà che inquina il carattere

Che dire, sinceramente non mi stupisce questo radicale cambio di significato, in fondo questa parola appartiene, o meglio apparteneva, strettamente al contesto politico e giornalistico, dove di spazio per il buonismo (quello vero, intendo) non c'è n'è poi molto e mai ce n'è stato, neppure al tempo di quando la politica si faceva per davvero, e stiamo parlando dei giorni del Macchiavelli per intenderci. Allora, infatti, non ci avevano pensato neppure di striscio a coniare una parola con questo significato all'interno dell'ambito politico: è un'invenzione tutta nostra. 
Per di più, personalmente, non saprei se valga la pena combattere una lotta per un ritorno alle origini: sono convinta, infatti, che la lingua segua l'evoluzione di una società e che questa variazione di significato, in particolare, sia un sintomo chiaro, quantomai triste, della nostra cultura. Sarebbe come voler coniare un neologismo particolarmente libertario in funzione di uno zoo: impossibile, in breve assumerebbe un significato ironico e spregiativo, proprio come nel caso del nostro povero buonismo.
Tanté nei miei giorni ho troppo spesso incontrato buonisti contemporanei, e troppo poco buonisti autentici: per questo non do troppo peso a questo significato, preferisco prendere le cose e le persone per quelle che sono, nei fatti e nei loro gesti. Me compresa.

Ma eccoci arrivati al momento della ricetta! Scrivendo di buonismo e pensando alla lotta contro lo sfruttamento dei più deboli, dove il buonismo autentico è un'arma meravigliosa, ho deciso di condividere con voi una preparazione semplice e gustosa, perfetta per invitare a cena gli amici, i vicini di casa, i colleghi o chi preferite, e regalar loro un momento autentico in cui non pensare troppo al significato delle parole, ma ritornare alla profondità dei gesti e della condivisione. Ecco. 


Ingredienti
1 panetto di tempeh bio (autoprodotto!) 
1 limone bio 
1 foglia di alloro 
1 presa di timo 
1 presa di maggiorana 
1 presa di origano 
1 presa di rosmarino 
1 presa di prezzemolo 
1 presa di curcuma 
1 bicchiere di farina integrale 
1 bicchiere di farina di mais 
tamari q.b. 
olio evo q.b. 
sale integrale di trapani e pepe in grani 

Doverosa precisazione: tutte le erbe aromatiche sono le nostre di quest'estate, raccolte, lavate, seccate e conservate gelosamente! 

Dunque, anzitutto tagliare il tempeh in bastoncini regolari, facendo gli splendidi si potrebbe dire di scegliere un taglio a Mignonnettes oppure a Pont-Neuf, ma a bastoncino direi che è più che chiaro. Una volta pronto, metterlo a marinare con un trito finissimo di tutte le erbe aromatiche, un giro di olio molto generoso, una spruzzata di tamari, una di limone, una presa di curcuma ed una bella dose di scorza di limone finemente tritata. 
Lasciar riposare la marinata per più tempo possibile, in questo caso sono passate circa quattro ore di riposo al fresco. 
Giunto il momento di andare a tavola, scolare il tempeh dal liquido di vegetazione, panarlo con un misto di farina integrale e farina di mais, quindi passarlo in padella con poco olio sino a farlo ben dorare. Quando avrà raggiunto un colorito brunito ed una consistenza croccante, irrorare con il liquido della marinata, spadellare e servire con una spolverata di sale integrale e pepe macinato al momento. Un successo! 

12 commenti:

  1. Già il tempeh mi dà dipendenza, fatto così è un serio attentato al mio 'crudista dentro' ;-) E condito dalla disquisizione è proprio rilassante..Grazie infinite!

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  2. Ecchime!!! Il tempeh è BuonERRIMO, altro che buono o buonista!!

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    1. Evviva i buonERRIMI, abbasso tutti gli altri, olè! :)

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  3. fantastica la tua dissertazione! e quasi quasi mi fai amare anche il temphe così preparato...grazie infinite tesoro ♥

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    1. Addirittura fantastica?!? Mi sembrava di aver fatto un pompinazz* ahahah Sono felicia ti sia piaciuta! Ed il tempeh.. ma come può non piacerti?!?!!? O___o

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    2. io lo odio il tempeh.....ecco.
      dovrai farmelo amare tu.
      e per il pompinazzo...grazie mi è piaciuto buahahahahahaha ^_^

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  4. che meraviglia: tutto!!!
    questo post è un piccolo cspolavoro, disquisizione dotta e riflessioni interessanti e un tempeh da urlo. per i pigri hai pubblicato la ricetta di autoproduzione? confesso che non ci ho mai pensato e l'ho mangiato davvero poche volte.

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    1. Cì n on l'ho ancora pubblicata, se vuoi però te la mando volentieri :*
      ps: ma che piccolo capolavoro, addirittura? Grazie di cuore!

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    2. Grazie sei gentilissima :*

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    3. e sì a me è piciuto veramente tanto. :)

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