mercoledì 2 gennaio 2013

Vegan Crème Brûlée

©ricetteveg.com

Cominciamo col dire che Crème Brûlée e Crema Catalana, no, non sono la stessa cosa. Anzitutto la Crème Brûlée, ovvero crema bruciata, dev'essere cotta in forno a bagnomaria mentre la Crema Catalana va cotta sul fuoco nel tegame. E già con questo abbiamo detto tutto.
Ma se proprio vogliamo studiare più a fondo la faccenda, da un punto di vista strettamente tradizionale, si può aggiungere anche che la prima, in realtà, non dovrebbe conterrebbe nessun amido addensante e dovrebbe avere una percentuale di grassi decisamente maggiore, in quanto l'ingrediente principe - oltre le uova - è la panna (con i suoi 35% di grassi) e non il latte intero (con invece il 3,5% di grassi) come invece è nella ricetta della Catalogna.
In ultima, ma non per importanza,  la differenza sostanziale dell'aroma: la Crème Brûlée porta alto lo stendardo della vaniglia, mentre la Crema Catalana quello della cannella.
Ora, dovete sapere che il mo babbo-bis è un mostro di bravura in pasticceria, nonostante si tratti di pasticceria tradizionale: le sue Crème Brûlée e le sue Creme Catalane sono uno dei massimi piaceri di casa mia e del ristorante dei miei, le ricordo con grande nostalgia. Tutto il suo successo nei dolci, poi, mi fa invidia :)
Ho deciso così di osservare le mosse nella cucina dei miei per provare a carpire i segreti dello chef e, una volta tornata a casa, provare a rivisitare la ricetta della crema francese in chiave veg.
Devo essere rincera e devo dire che, sul web, ho incontrato un paio di rivisitazioni di questi dolci decisamente interessanti [QUI la versione di UNO e QUI quella della Capra] e, proprio grazie alle loro idee mi è venuta voglia di rubare i segreti della cucina dei miei!
Ecco dunque la Crème Brûlée di casa mia, e vediamo se riusciamo a far sostituire quella classica nel menù del ristorante dei miei :)


Ingredienti x 5 cocotte
400 ml di latte di cocco non zuccherato, bio di Altromercato
100 gr di yogurt di soia al naturale, casalingo
45 gr grammi di zucchero mascobado, bio di Altromercato
2 cucchiaini rasi di agar-agar in polvere, bio
2 dita di una bacca di vaniglia, bio di Altromercato
la punta di un cucchiaino di curcuma, bio di Altromercato

Anzitutto aromatizzare il latte di cocco facendolo intiepidire sul fuoco con due dita di bacca di vaniglia e relativi semi, per una decina di minuti. Quindi far freddare e levare la bacca.
A questo punto mescolare insieme latte di cocco aromatizzato, yogurt di soia, zucchero, agar-agar e curcuma, sciogliendo con cura lo zucchero e senza formare alcun grumo.
Versare ora la crema ottenuta in cinque cocotte di terracotta e cuocere a bagnomaria in forno a 100° per circa un'ora, prestando molta attenzione che l'acqua non prenda eccessivo bollore: nel caso aggiungere un poco di acqua tiepida per abbassare la temperatura. Devve essere una cottura lunga, costante e delicata.
Pronta la crema cotta, sfornare e lasciar raffreddare a temperatura ambiente, dopodiché riservare in frigorifero fino al momento del servizio.
Levare dal frigo una decina minuti prima del momento del dolce per stemperare la temperatura, quindi spolverare ciascuna cocotte con un cucchiaino di mascobado e caramellare con un cannello da cucina. Per una cucina casalinga si può ovviare al cannello mettendo le cocotte spolverizzate di zucchero sotto il grill del forno, ma diciamocelo... la fiamma è sempre la fiamma!
©ricetteveg.com
 
Servire e godere della cosa più bella che esista nel mondo dei dolci: rompere il caramello in superficie per affondare la punta del cucchiaio nella giallissima e profumatissima crema!

12 commenti:

  1. quanto mi piace, Nicu!!! però avrei una domanda: l'agar agar, utilizzato in questo modo, addensa? sai che l'ho sempre solo usato per budini o creme cotte sul fornello e mai per creme cotte in forno? voglio provare..brava1

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    1. Franci, grazie! Vai tranquilla con l'agar-agar: in realtà solidifica proprio nel processo di raffreddamento, quando sfornerai la crema sarà sì densa ma non sarà un budino (per fortuna, aggiungerei). Raffreddando la sua consistenza aumenterà senza problemi :)

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  2. grande delucidazione, semplice e concisa :) anche io adoro la versione della Capra, mi ha illuminato!

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    1. Sì la sua versione mi piace davvero tanto!!! Grazie dei complimenti :) Spero la proverai!!!

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  3. sono bellissime!
    il mio amico catalano ha un arnese tondo (dimensione coppetta) che si scalda sul fornello e si piazza sopra lo zucchero, per fare la caramellatura.
    ma questa è créme brulée! :)

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    1. Brava Herbi!!! La Catalana si fa con quel piccolo testo di ghisa, che - tra l'altro - bramoooo un sacco eheh!!! baci!

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  4. Io non ho mai amato troppo queste creme da vegetariana ma l'idea di poterle fare vegan mi piace tantissimo, così prima o poi le proverò anch'io! Bella la tua versione! ^_^

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    1. Uh io non le mangiavo spesso, ma quella del mio babbo adottivo era uno "s p e t t a c o l o" e mi è tornata una voglia pazza! Provala, secondo me potrebbe piacerti! baci Ale!!!

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  5. Che meraviglia! Se passi qui c'è qualcosa per te http://passatotralemani.wordpress.com/2013/01/13/sunshine-award/ bacioni!

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    1. Tesoro!!! Letto e fatto, grassie!!! che emoSSioneee! :*

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