giovedì 2 gennaio 2014

Storia di una Pancia veg, capitolo secondo

©ernestacaviola

Eccoci qui: nuovo anno, nuovo post per continuare con la nostra incostante e saltuaria rubrica "[ECO]pensieri ai fornelli: riflessioni sul pane quotidiano", anche questa volta dedicata all'avventura di Pancia!

Fuori il tempo è davvero infame, pioggia scrosciante e cielo plumbeo la fanno da padroni, perdipiù molti di noi oggi rientrano al lavoro... insomma, sembrerebbe un inizio dell'anno davvero un po' troppo grigio ;) Per fortuna c'è qualche avanzo del cenone che potrebbe tirarci su il morale, poi di certo qualche noce, qualche pezzettino di frutta candita, la porzione di tiramisù gelosamente trafugata dalla pirofila prima che scomparisse del tutto... altro che mettersi a stecchetto! Insomma, pare che, alla fine, sopravviveremo anche a questo nuovo inizio, perciò: BUON ANNO!!!

Noi, io&Pancia, oggi non torniamo al lavoro perché dal giorno della Vigilia è cominciato il nostro congedo di maternità obbligatorio, quindi ne approfittiamo per aggiornare il primo capitolo della nostra avventura e le numerose questioni che si sono sommate lungo la strada. Partiamo subito dalla mera burocrazia per proseguire poi verso cose più carine ;)


Il congedo di maternità obbligatorio
Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Si richiede all'INPS tramite la compilazione della domanda on-line (MOD. MAT - COD. SR01),  oppure tramite l'appoggio ad un Patronato, e spetta alle lavoratrici dipendenti assicurate all'Inps, alle future mamme disoccupate o sospese, alle lavoratrici agricole così come a quelle domestiche e famigliari. Le altre categorie di lavoratrici, come le lavoratrici autonome o le dipendenti statali, possono accere al congedo tramite un altro tipo di domanda.
Si tratta di ottenere un periodo di sospensione obbligatoria dal lavoro secondo due possibilità:
- standard, ovvero i primi due mesi precedenti la data presunta del parto ed i successivi tre mesi dopo il parto;
- flessibile, ovvero a seconda delle esigenze fino ad un massimo di un mese precedente la data presunta del parto ed i successivi quattro mesi dopo il parto.
In entrambi i casi, oltre alla domanda, servono il certificato del ginocologo e la dichiarazione del datore di lavoro sull'obbligo di sorveglianza sanitaria.
Cosa spetta? Spetta un'indennità economica pari all'80% della retribuzione giornaliera, calcolata sulla base dell'ultimo periodo di paga scaduto immediatamente precedente l’inizio del congedo di maternità.


L'assegno per il nucleo famigliare
L'assegno famigliare è uno strumento a sostegno del reddito, riconosciuto ai lavoratori dipendenti i cui nuclei familiari siano composti da più persone ed i cui redditi siano al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge di anno in anno. Si richiede all'INPS tramite la compilazione della domanda on-line (MOD. ANF/DIP - COD. SR16), oppure tramite l'appoggio ad un Patronato, e consiste in un assegno calcolato in relazione alla composizione del nucleo familiare ed ai redditi dichiarati, che viene liquidato al richiedente dal datore di lavoro.


Il corso preparto
E' importante dedicare del tempo per frequentare un corso di preparazione alla nascita. Il mio consiglio, in particolare, è quello di organizzarsi con un po' di anticipo provando a frequentare, prima, un corso di un consultorio a scelta e poi, a tempo debito, anche il corso della struttura dove avverrà il lieto evento. Io ho scelto di frequentare, verso il sesto/settimo mese, un corso preparto offerto dal consultorio vicino a casa: una struttura "libera", senza le linee guida ospedaliere da seguire filo per segno, ma con un approccio più empatico e pratico alla preparazione del parto. L'ostetrica ci ha seguite, affiancata da una psicomotricista, in un percorso che ci è servito a snocciolare dubbi e paure, attraverso esercizi fisici e psicologici, pratiche di rilassamento e di visualizzazione, fino alla condivisione di tutto quello che abbiamo affrontato con i futuri papà, perché la gravidanza non è solo delle mamme.
Aver scelto un corso preparto esterno alla struttura dove partoriremo è servito ad indagare l'evento nascita con una logica a tutto tondo, lontana dall'impostazione che uno od un altro ospedale debbono tenere, così da poter ottenere molteplici spunti in grado di aiutarci per decidere chiaramente cosa chiedere e cosa aspettarsi durante il fatidico momento dalle persone che ci affiancheranno.
Un esempio? Non avremmo mai chiesto informazioni in merito all'utilizzo - ahimè ancora in voga in qualche ospedale - del forcipe, né avremmo scassato le balle per l'uso di ossitocina sintetica, né avremmo scritto su un foglio, da consegnare all'ostetrica al momento del travaglio, le cose che - posto stia andando tutto bene - ci aspettiamo per il NOSTRO momento.
Se ci fossimo accontentati di ascoltare solo "la campana" dell'ospedale che abbiamo scelto, avremmo perso l'opportunità di essere più informati e preparati, nonostante - nel nostro caso - l'ostetrica che ha tenuto il corso del Gaslini (sì, partoriremo a pochi metri da casa eheh) sia stata davvero precisa, gentile, preparata e... contemporanea, se mi passate il termine. Soprattutto ci ha lasciate con un invito che non mi sarei mai aspettata di sentire all'interno d'un ospedale e che mi ha fatta ben felice: "Ponderate bene anche la possibilità di non far vaccinare i vostri figli". ("Eureka!" ho pensato io.)


I nostri diritti

E' importante comprendere a fondo che il parto è un'evento intimo e come tale deve essere affrontato e tutelato. Ho incontrato molte future mamme "incoscienti" di quello che sarebbe successo a loro ed al loro bambino durante la gravidanza e, poi, durante il grande giorno, in una sorta di stato per il quale vige la regola del "boh": "eh non so, tanto si fa così no?", oppure "ma io non l'ho chiesto" o ancora "boh, io non le so queste cose". Per me è una cosa incomprensibile non farmi domande riguardo a quello che "subiamo" e "subiremo" durante la nostra avventura: dalla decisione di vaccinarmi per la rosolia lottando per avere un vaccino monovalente, fino alla decisione di scrivere su un foglio le cose che ci aspettiamo per il grande giorno da lasciare, nero su bianco, al personale ospedaliero, passando per altre mille questioni. A questo proposito è stato fondamentale frequentare un corso pre-parto in un consultorio per capire che è nostro diritto avere l'aiuto GRATUITO di un'ostetrica dell'asl prima e dopo il parto; che è nostro diritto avere un appoggio GRATUITO per le pesate settimanali, l'allattamento e le visite del controllo della crescita presso un consultorio; che è nostro diritto frequentare gli incontri GRATUITI per la sicurezza, i massaggi e tutto il mondo del neonato presso un consultorio; che - posto tutto sia nella norma e senza complicazioni - è nostro diritto scegliere se optare o meno per una partoanalgesia e che, in caso per esempio di qualche ostetrica "obietrice" che faccia orecchie da mercante, è nostro diritto pretendere di ottenere ciò che vogliamo e pretenderlo subito, nonché anche di denucniare alla direzione sanitaria della struttura dove ci troviamo il comportamente inadempiente di un operatore; che è nostro diritto non acconsentire l'uso di ossitocina sintetica se non in caso di estrema necessità; che è nostro diritto non acconsentire l'utilizzo del forcipe, optando invece, sempre in caso di estrema necessità, per la ventosa ostertrica; che è nostro diritto per legge tenere il nostro frugoletto con noi per almeno due ore subito dopo il parto (sempre che si tratti di situazione normale e senza complicazioni); che è nostro diritto chiedere chiedere chiedere.



Il piano del parto

A proposito dei nostri diritti: nel nostro paese sono sempre più numerose le strutture che accettano e consigliano di stilare un "Piano del parto", ovvero di un documento dove esprimere le proprie posizioni e le proprie aspettative riguardo al grande giorno. Di seguito vi lascio le richieste che abbiamo scritto nel nostro "Piano del parto" per il nostro giorno, che consegneremo all'ingresso in ospedale. Magari possono tornare utili a qualcuno:
 
"Posto che tutto si stia svolgendo nella maniera più tranquilla e senza complicazioni, questo è quello che vorremmo per il nostro travaglio ed il nostro parto:

1. Vorremmo avere la possibilità di scegliere se affrontare, o meno, travaglio e parto entrambi in acqua; nel caso, invece, non ce la sentissimo di continuare, vorremmo usufruire della parto-analagesia;
 
2. Vorremmo avere, durante travaglio e parto, la massima libertà di scelta riguardo movimenti e posizioni più comode da assumere;
 
3. Vorremmo che monitoraggio cardiotocografico e visite vaginali fossero ridotti al minimo possibile per mantenere più alto il grado di intimità;
 
4. Vorremmo avere la possibilità di ascoltare musica durante il travaglio ed il parto;
 
5. Vorremmo che in sala fosse presente il minor numero possibile di personale sanitario, in modo da poter vivere in maniera più intima possibile il nostro momento;
 
6. Vorremmo che l’eventuale episiotomia fosse effettuata solo in caso di effettiva necessità;
 
7. Vorremmo che fosse garantito il contatto precoce “pelle a pelle” e che, poi, la nostra bimba possa indossare “la camicia della fortuna” non appena lavata e pronta per essere vestita;
 
8. Vorremmo che il papà possa decidere se tagliare, o meno, il cordone ombelicale, se questo non inficia con la donazione;
 
9. Se non strettamente necessario, vorremmo che fosse evitato l’utilizzo di ossitocina sintetica e che manovre, come quella di Kristeller, ad oggi poco consigliate dall’OMS, fossero previste solo ed esclusivamente in caso di rischio reale;
 
10. Non acconsentiamo all’utilizzo del forcipe, preferendo, in caso di reale necessità, l’utilizzo della ventosa ostetrica (bollettino ACOG del 2001 sull’operatività vaginale)."


La decisione più importante: dove e come partorire?
Sedersi con il proprio compagno di viaggio e pensare a cosa ci si aspetta per il momento del parto è davvero molto importante: quali sono le nostre aspettative, quali le paure, quali le convinzioni? Discutere insieme di questa scelta è il modo migliore per analizzare le proprie idee e, magari, anche cambiarle. In ospedale, in una struttura privata, in una casa del parto oppure a casa propria: sentirsi liberi di scegliere dove, e come, partorire è davvero importante, qualsiasi sarà poi la decisione finale. Il mio consiglio è quello di non farvi intimorire dalle mille opinioni che, imperterrite, piomberanno sulle vostre scelte, ma di restare sereni e fare tutto quello che è possibile fare per otterene ciò che vogliamo per il nostro momento, perché il parto sarà solo nostro, di nessun altro.

Ad esempio, per chi volesse partorire in casa, è importante sapere che la regione Emilia Romagna rimborsa fino all'80% della spesa, oppure che in Piemonte il parto a domicilio è uno dei servizi forniti gratuitamente dalle ostetriche della ASL di competenza. Nelle altre regioni, ahimè, siamo ancora alle calende greche, ma ci sono fior fiore di associazioni, ostetriche e ginecologi pronti a sostenere anche questa scelta. In particolare vi lascio un contatto davvero importante, quello dell'Associazione Nazionale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità a cui potersi rivolgersi per avere informazioni ed aiuto :)

Per chi, invece, volesse partorire in un ospedale od in una struttura privata, è importante sapere che ogni struttura ha un protocollo interno differente e che anche l'approccio al travaglio ed al parto possono essere differenti, così come sono differenti le linee interne per il post-partum: possibilità di travaglio e parto in acqua? partoanalgesia normale o combinata (CSE)? parto naturale e fisiologico? libertà di scelta delle posizioni? possibilità di avere il minor numero di personale attorno? rooming-in oppure vecchia impostazione della mamma in camera ed il bimbo al nido? aggiunte di acqua glucosata e latte? predisposizione al vecchio e malaugurato utilizzo del forcipe nonostante oggi sia sconsigliato in favore delle ventose?
Il mio consiglio è quello di farsi un giro, per tempo, nei vari reparti di ostetricia che ci interessano, magari prendendo appuntamento con le ostetriche, in modo da poter conoscere le strutture e le loro abitudini: sarà più facile capire quale soluzione è quella adatta a noi!

Per chi, infine, volesse una mediazione tra la sicurezza medica di una struttura ospedaliera e l'intimità delle proprie mura, esiste la possibilità di optare per una Casa del parto o per una Casa maternità. In molte regioni, diversi ospedali hanno organizzato un "reparto" speciale dove i futuri genitori possono affrontare insieme travaglio e parto nell'intimità di un piccolo appartamento, ma con l'adeguata assistenza di personale qualificato, in un'ottica più naturale e meno medicalizzata. Anche in questo caso il mio consiglio è quello di farsi un giro, per tempo, nelle varie strutture per capire quale ci piace di più :)

Insomma, per ogni nostra esigenza possiamo vagliare numerose soluzioni: a noi la scelta!

8 commenti:

  1. Come sempre mi piace leggere le esperienze altrui a rigurdo anche se non aspiro a diventare mamma :) ossia io mi sento già mamma di tre pelosi con i baffi e al momento mi sento appagata così ma nella vita mai dire mai!
    Intanto rinnovo quello detto su Fb... Sei stupenda e la foto trasmette tanta dolcezza e serenità! I tuoi consigli sono sicuramente molto utili a chi si appresta a diventare mamma oppure a chi vorrebbe diventarlo ma ha ancora qualche perplessità in merito.
    Si vede e si legge che ti sei ben informata prima di procedere e che avete ponderato tu e Federico tutte le decisioni in merito.
    Precisa e chiara :)

    Tanti cari auguri di un felice nuovo anno con la piccola ( se non erro è una bimbetta) che arriverà presto ad allietare questo 2014 e la vostra vita da genitori <3

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    1. Cami, come sempre sei dolcissima :* Mi piaceva l'idea di condividere il nostro percorso in modo da poter dare, anche se magari poco poco, una mano a chi dovrà affrontarlo dopo di noi con necessità simili :D

      Ti bacio forte!

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  2. Ciao Nicole!
    post chiarissimo e coinvolgente... magari ne avessi trovato uno così 9 anni fa quando "l'inquilino" (generico e sufficientemente neutro) ha preso residenza in me!
    Con affetto,
    Barbara Botturi

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    1. Ciao Barbara! Sono felice che ti sia piaciuto il ns diario... che bello pensare che qualcuno possa considerarlo utile!!! :*

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  3. che foto fantastica!! complimenti a te e pancia!! questa della lista dei desiderata per il personale medico-ostetrico mi piace molto: ricordo infatti dal primo parto che non avevo fiato di dire nulla e per fortuna che e' andato tutto come natura voleva, altrimenti sarei stata in balia dell'altrui volonta'; ma stavolta sono ancora in tempo e ti ringrazio per l'idea...quanto ti manca all'incirca? ;)

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    1. Ciao bellezza!!! Come stai? A noi mancano meno di 10 giorni!!! La nostra lista è stampata da almeno un mese ;)
      bacissimi!!! :*

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  4. anche la mia lista ora e' in valigia...a me mancano 2Ogg all'incirca ma tu sarai gia' al capolinea!! tienici informate!!!

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  5. Ciao Nicole.. preziosissima condivisione.. addirittura la lista!!!!! me la sono stampata, non si sa mai :-) Grazie delle dritte anche rispetto al parto in casa, quando sarà il momento sarebbe questa la scelta.. ho iniziato a informarmi con il mio compagno, ma al momento come dici tu qui siamo alle calende greche, anche se qualcosa si move: hanno appena inaugurato a Genova il corso da doula.. fantascientifico!! un abbraccio donna/mamma splendida

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